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Cristiano Ronaldo 2018/19 • The King is Back! • Best Skills & Goals (HD)

Vero o costruito a tavolino: chi è in realtà Cristiano Ronaldo?

Esce in Italia una biografia non autorizzata del portoghese che si pone alcune domande come sia davvero CR7

La sua biografia non autorizzata del portoghese, CR7, esce in Italia aggiornata per i tipi di Piemme, e riporta in primo piano un dubbio che attorno al campione c’è da tempo: quanto è vero e quanto è costruito a tavolino?
Scrive Balague nel primo capitolo. «Io preferisco non contribuire alla costruzione di quella leggenda, anche se, a essere sincero, non ho avuto altra scelta (non ha avuto modo di intervistare direttamente Ronaldo ndr). Quella che troverete qui è la mia versione del viaggio di Ronaldo, la storia delle influenze che lo hanno plasmato, dei tratti di Madeira che ancora conserva, della sua crescita al Manchester United e di ciò che il Real Madrid ha fatto per lui. Parlerò della sua arroganza e vanità, provando a capire se questi due elementi fossero davvero essenziali per permettergli di emergere».

Le domande sono tante. «Perché sente il bisogno di essere giudicato sempre e comunque il migliore? Cosa lo spinge a impegnarsi tanto? Perché si impone di lavorare più duro di chiunque altro?». Lo fa per essere il migliore evidentemente, ma è solo una delle sue tante personalità secondo quanto lo scrittore ha rivelato in un’intervista a Repubblica. «È Ronaldo l’uomo capriccioso che non va alle premiazioni se non vince niente, ma è Ronaldo anche l’amico generoso che fa regali a tutti, è Ronaldo il campione che sembra avere dodici anni per sempre, immaturo e fragile, ed è Ronaldo il dio greco dell’area di rigore, l’invincibile, l’immortale».

Dice lo scrittore che Ronaldo, quarto figlio non programmato di una famiglia povera di Madeira, sia ancora alla ricerca dell’amore non ricevuto nell’infanzia. Lo stesso vale per il passaggio alla Juve, «al Real non si sentiva più amato», e nella rivalità con Messi. «Si somigliano, il loro percorso da bambini è stato simile. Ma l’argentino è più furbo, più scaltro, mentre Cristiano è più sincero, dunque più scoperto anche nei difetti. Ronaldo cerca amore ma non sempre sa farsi amare, vuole che la squadra sia al suo servizio mentre Messi è al servizio della squadra».

Gli manca sempre qualcosa e anche l’ossessione per il fisico viene da questo. «A Manchester», si legge ancora su Repubblica, «pretese l’unico armadietto dello spogliatoio davanti allo specchio. E in casa ha una palestra dove non smette mai di allenarsi. L’ossessione della perfezione fisica è legata al trascorrere del tempo».

Il libro però dice che «non esiste soltanto il Cristiano perfezionista. Ci sono anche quello spavaldo e quello generoso, per esempio. Quello cresciuto sul campo, che si è fatto da solo, che da ragazzo non aveva nessuno su cui contare. Quello che ha protetto la sua famiglia e ne è diventato la roccia. Che celebra i propri successi in maniere a volte discutibili. Che regala i suoi bonus». E resta il dubbio su chi sia il vero CR7.

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